regolamento di condominio

La partecipazione dell'amministratore all'assemblea di condominio

La legislazione in materia di condominio negli edifici non contiene alcuna norma specifica che preveda espressamente l’obbligo dell’amministratore di partecipare all’assemblea condominiale.

Secondo quanto previsto dall’articolo 66 delle Disposizioni per l’attuazione del Codice Civile, l’assemblea di condominio è convocata annualmente in via ordinaria e secondo necessità in via straordinaria dall’amministratore di condominio, ma la norma non fa alcun accenno alla sua partecipazione al consesso.

La tutela per la violazione dei doveri di buon vicinato

Se si abita in un condominio, in caso di violazione dei doveri di vicinato, la prima cosa da fare è parlare con il proprio vicino tentando di risolvere bonariamente la questione.

Se si rimane inascoltati sarà opportuno rivolgersi all’amministratore; questi potrà inviare una diffida o comminare una multa, se è previsto dal regolamento condominiale.

La sanzione, pari massimo a €200,00 potrà essere aumentata fino a €800,00 nell’ipotesi di recidiva.

L'assemblea può vietare le modifiche in casa

L’assemblea condominiale può vietare, in certi casi, le opere nelle proprietà esclusiva del singolo condomino. Lo afferma il Tribunale di Milano con la sentenza 7/2019.

L’assemblea ha il potere di vietare opere suscettibili di compromettere decoro, stabilità o sicurezza dell’edificio. Così, il singolo condomino non può dolersi di una delibera che gli vieti la rimozione di un elemento strutturale (un pilastro) che si trovi all’interno della sua unità.

Fino a 800 euro di multa per chi viola il regolamento di condominio

La violazione del regolamento di condominio è un comportamento che può costare anche molto caro al trasgressore, specie a seguito della riforma dell'articolo 70 delle disposizioni per l'attuazione del codice civile operata dalla riforma del 2012.

La nuova formulazione di tale norma, infatti, prevede una sanzione pecuniaria che può essere comminata in caso di infrazione, di importo fino a 200 euro, che possono diventare anche 800 se il trasgressore è recidivo.

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