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L'assemblea può vietare le modifiche in casa

L’assemblea condominiale può vietare, in certi casi, le opere nelle proprietà esclusiva del singolo condomino. Lo afferma il Tribunale di Milano con la sentenza 7/2019.

L’assemblea ha il potere di vietare opere suscettibili di compromettere decoro, stabilità o sicurezza dell’edificio. Così, il singolo condomino non può dolersi di una delibera che gli vieti la rimozione di un elemento strutturale (un pilastro) che si trovi all’interno della sua unità.

La decisione del Tribunale di Milano ha affrontato il caso di un condomino, il quale ha impugnato una delibera che vietava la rimozione di un pilastro sito all’interno del suo appartamento, sostenendo la nullità della stessa per carenza di potere.

Il Tribunale, accertato mediante consulenza tecnica che il pilastro aveva funzione strutturale, che la rimozione avrebbe potuto compromettere la stabilità dell’edificio e che avrebbe reso impossibile il medesimo intervento ai piani sottostanti nelle unità degli altri condomini, ha respinto la domanda.

La decisione appare importante sotto il profilo della tutela della stabilità e della sicurezza degli edifici ma anche per l’affermazione del principio “pari uso”, in relazione alle opere all’interno delle unità immobiliari.

Ad esempio, è frequente il caso di ristrutturazioni in cui sono eliminati pilastri per ricavare più spazio, sostituiti con putrelle di rinforzo strutturale poste a soffitto. In queste ipotesi si potrebbe ritenere che non vi sia una questione strutturale, ma resterebbe da verificare se vi sia la compromissione del diritto degli altri condomini di fare opere analoghe.