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La videosorveglianza all'interno degli edifici condominiali

La videosorveglianza all'interno degli edifici condominiali, in assenza di precise previsioni legislative, ha rappresentato per molto tempo uno degli argomenti maggiormente dibattuti in seno alla giurisprudenza. In nome del diritto alla privacy, si è assistito, infatti, per anni ad arresti, oscillanti tra un completo divieto di installazione di apparecchiature in grado di osservare e riprendere le parti comuni dell'edificio, in quanto costituenti "lesione e compressione dell'altrui diritto alla riservatezza" (Trib. Milano n. 4164/1992), un divieto ristretto al singolo condomino quando non vi è alcuna proporzionalità tra la garanzia di sicurezza e la violazione della privacy (Trib. Nola 3.2.2009), sino all'ammissibilità, consentita all'assemblea condominiale tramite l'adozione di una delibera a maggioranza (Cass. n. 5591/2007; Cass. n. 71/2013; Trib. Varese n. 1273/2011; Trib. Roma n. 7106/2009), ed estesa anche al condomino uti singulo che abbia installato telecamere sulle aree comuni per ragioni di sicurezza, il quale "non commette il reato di cui all'art. 615-bis c.p. - anche laddove le riprese - sono effettuate contro la volontà dei condomini" (Cass. n. 44156/2008).

  • L'intervento del Garante privacy:

In questo quadro di incertezze interpretative sulla legittimità o meno dell'installazione e dell'uso delle telecamere all'interno del condominio, è intervenuto, con provvedimento dell'8 aprile 2010, il Garante della Privacy sollecitando un intervento normativo.

  • Il nuovo art. 1122-ter

Il vuoto normativo, infine, è stato colmato dalla riforma del condominio, l. n. 220/2012, che, per la prima volta si è occupata degli impianti di videosorveglianza sulle parti comuni, attraverso il nuovo art. 1122-ter.

Con tale disposizione, il legislatore ha disciplinato la liceità dell'installazione degli impianti da parte dell'assemblea del condominio, prevedendo anche che il quorum per la validità delle deliberazioni adottate dall'assise sia "la maggioranza di cui al secondo comma dell'art. 1136", ovvero un numero di voti che rappresenti la maggioranza degli intervenuti e almeno la metà del valore dell'edificio.

Una volta deliberata l'installazione, con le maggioranze richieste ex lege, le modalità e l'acquisizione delle riprese degli spazi condominiali dovranno rispettare, ovviamente, le indicazioni dettate dal Codice della Privacy e dal provvedimento generale del Garante in tema di videosorveglianza.

Tali indicazioni sono state predisposte e pubblicate dal Garante stesso nell'apposita guida "Il condominio e la privacy", tenendo ben distinte le ipotesi in cui sia il condominio nel suo complesso a decidere di dotarsi di un sistema di videosorveglianza per le aree comuni, da quelle in cui le riprese vengono effettuate dai singoli condomini negli spazi esterni alla loro unità immobiliare.