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Cessazione; L’inquilino è clandestino? Se paga poco non è reato.

Se l’inquilino è clandestino e paga poco, l’appartamento non può essere sequestrato nonostante sia espressamente previsto dalla legge Bossi-Fini.

In Italia, da più di 10 anni, a regolare le politiche migratorie e occupazionali per gli stranieri è, appunto, la legge Bossi-Fini (legge n.189 del 30 Luglio 2002).

Quest’ultima è oggetto di numerose discussioni e critiche, anche a livello internazionale, ed ancora oggi ne viene richiesta, senza successo, l’abolizione o la modifica.

Inoltre, l’art 12 prevede il sequestro dell’immobile concesso in locazione allo straniero solo nel caso in cui questo fosse privo del permesso di soggiorno.

Nel caso in cui l’affitto fosse “equo”, i giudici della prima sezione penale della Corte, con la sentenza 19171, hanno stabilito che la legge non verrà applicata e non si può quindi procedere al sequestro della casa.

Secondo la Cassazione, la sanzione prevista dalla Bossi-Fini è giustificata solo quando l’immobile è concesso ad un clandestino “al fine di trarne ingiusto profitto”.

Possiamo fare riferimento, ad esempio, ad un calabrese che ha affittato un appartamento ad un clandestino di origine indiana al costo di 150 euro mensili e per questo la Corte ha confermato il dissequestro.

I magistrati spiegano che nel caso di una locazione di 150 euro al mese il profitto non è ingiusto. “Si tratta - scrive la Corte - di un canone sostanzialmente equo”.

In sintesi, aggiungono, “l’equilibrio delle prestazioni” non è “alterato in favore del titolare” dell’appartamento.

Per cui, la Cassazione ha respinto il ricorso del Pubblico ministero di Reggio Calabria che chiedeva, in nome della Bossi-Fini, di rimettere i sigilli all’appartamento affittato ad un immigrato clandestino.

Poco importa, replica la Corte al ricorso dell’accusa, che sempre lo stesso articolo della Bossi-Fini si riferisce anche a chi “cede l’immobile anche in locazione”.

Affinché la locazione sia vietata, spiega la Cassazione, è comunque necessario che da questa derivi un “ingiusto profitto”.